Immigrazione e imprenditoria, Rapporto 2024 IDOS e CNA
Le imprese guidate da persone nate all’estero sono cresciute del 32,7% in dieci anni, superando l’11% del totale
"In un contesto di crisi demografica e sfide globali, l’imprenditoria immigrata si conferma un pilastro essenziale dell’economia italiana. Le imprese guidate da persone nate all’estero sono cresciute del 32,7% in dieci anni, raggiungendo 660.000 unità e superando l’11% del totale."
Lo affermano il Centro Studi e Ricerche IDOS e CNA Nazionale nel Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2024 (IDOS, 2024), presentato il 20 marzo 2025 a Roma. Si tratta di un’analisi approfondita sulle dinamiche imprenditoriali degli immigrati in Italia, con un focus sui settori di attività, le evoluzioni degli ultimi dieci anni, le distribuzioni e le caratteristiche territoriali.
Il cambiamento più significativo – affermano i curatori – riguarda l’evoluzione della forma giuridica: mentre le imprese individuali restano dominanti (73%), le società di capitale sono quasi triplicate (+160%), segnalando una maggiore solidità e competitività. Inoltre, mentre le imprese giovanili italiane sono diminuite del 22,8%, quelle guidate da giovani immigrati hanno subito un calo simile ma mantengono comunque il 19% del totale delle imprese immigrate.
Tra il 2013 e il 2023 gli imprenditori immigrati si espandono oltre i settori tradizionali (commercio ed edilizia), registrando forti incrementi in alloggio e ristorazione (+57,6%), servizi alla persona (+101,6%) e in ambiti ad alta qualificazione come attività scientifiche e tecniche (+56%) e sanità e assistenza sociale (+77,6%).
Dal punto di vista geografico, la crescita è diffusa in tutto il Paese. Il Nord resta il polo principale (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto), ma il Sud accelera, con Campania (+72,8%) e Puglia (+33,8%) in forte espansione. Roma e Milano si confermano capitali dell’imprenditoria immigrata, mentre Napoli e Caserta emergono come nuovi centri dinamici.
"Il fenomeno - concludono i curatori del Rapporto - conferma la sua costante crescita ed evoluzione, contribuendo, anche con la sua resistenza durante i periodi di crisi, alla vitalità e all’innovazione dell’economia italiana."